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Museo del mobile e dell'arredamento

La Pro Loco Pro Meda è impegnata da tempo nella promozione della tutela e valorizzazione del patrimonio storico e culturale medese, in particolare di quello relativo a quell'ambito di assoluta eccellenza, di rilevanza non brianzola ma internazionale, che è rappresentato dalla lavorazione del legno e dalla produzione del mobile e dell'arredamento. Per questo riteniamo sia necessaria la creazione di una istituzione museale che valorizzi e tuteli finalmente tale patrimonio culturale e che sia all'altezza del prestigio che la città ha meritato in questo campo.

Nell'ottobre 2005 il nostro Consiglio di Amministrazione ha approvato un apposito documento sul costituendo museo, destinato in primo luogo, affinché si potesse fare sistema in questo campo, alle organizzazioni imprenditoriali e culturali che potevano esserne interessate e, soprattutto, all'Amministrazione Comunale. Nel documento la Pro Loco metteva in evidenza le principali questioni di cui appare indispensabile tenere conto durante il percorso istitutivo e l'avvio del funzionamento dell'istituendo museo, ma sottolineava anche l'urgenza di preservare in qualunque modo, almeno per il tempo necessario perché alla distruzione potesse sostituirsi la conservazione, gli ambienti, le attrezzature, gli arnesi e quanto può avere a che fare con la storia medese del mobile e dell'arredamento. Questi beni infatti, soprattutto per l'inevitabile adeguamento a nuove tecniche lavorative e per l'accelerazione impressa nella trasformazione delle botteghe, stanno scomparendo per sempre.

Nonostante i nostri sforzi, e a parte vaghe ipotesi che lasciano perplessi circa le difficoltà che trova a Meda una tale iniziativa, non è stato possibile avviare a oggi il percorso istitutivo del museo. Siamo però convinti che la nostra città offra tutte le condizioni perché organizzazioni diverse possano insieme cogliere l'obbiettivo di dotare Meda di una così importante istituzione culturale. Come Pro Loco speriamo che si possa condividere l'esigenza di operare insieme e in tempi brevi.

Allo scopo di vagliare questa possibilità e sulla base del documento approvato abbiamo organizzato nel corso del 2006 e del 2007 alcuni incontri con le istituzioni, le associazioni culturali e le realtà imprenditoriali medesi più vive e che abbiamo ritenuto potessero essere interessate come noi alla creazione di una istituzione museale del mobile e dell'arredamento, intesa secondo le più attuali concezioni in quest'ambito. A questi incontri hanno partecipato il sindaco Asnaghi e gli assessori competenti, alcuni professionisti, i rappresentanti di qualche associazione culturale e, purtroppo, solo uno dei molti imprenditori medesi del mobile e dell'arredamento. A oggi, giugno 2007, anche se il nostro appello non è stato finora accolto, continuiamo comunque a sperare che la nostra proposta possa essere finalmente prendere vita, al di là delle previsioni e dei programmi elettorali in corso. In ogni caso continueremo a lavorare perché a Meda nasca una istituzione museale del mobile e dell'arredamento non solo degna di tale nome ma altresì della grande tradizione medese in questo campo.

In questa pagina i medesi e gli altri visitatori del nostro sito potranno trovare ogni novità rispetto alla nostra iniziativa. Per il momento riportiamo il nostro documento approvato nel 2005:

"LA STORIA E L'ANIMA DELLA CITTA'

La nostra città di Meda, pur con lo sviluppo convulso che la ha caratterizzata dal Dopoguerra a oggi, conserva un significativo patrimonio artistico e architettonico che la rende senz'altro una delle cittadine più interessanti della Brianza e della nuova provincia in particolare. Essa conserva inoltre anche un ricco patrimonio storico e culturale, viva testimonianza della sua storia fatta di intelligenze e laboriosità, e soprattutto conserva più che cospicue testimonianze di quell'ambito di assoluta eccellenza, di rilevanza non brianzola ma internazionale, che è rappresentato dalla lavorazione del legno e dalla produzione del mobile e dell'arredamento.

Questo insigne patrimonio chiede di essere tutelato, ma soprattutto di essere valorizzato e prima ancora conosciuto, posto che la conoscenza costituisce la base su cui si costruisce e si rinnova l’identità di un territorio.

L'Associazione Pro Loco "Pro Meda", nata da poco per promuovere turismo e cultura, ha tra i suoi scopi proprio la diffusione della conoscenza, la tutela e la valorizzazione del territorio e dei suoi beni, ma certamente poco potrebbe fare all'inizio della sua vicenda di quello che va fatto in ragione della rilevanza del patrimonio medese. Perché vengano date risposte certe ed efficaci a una esigenza ormai diffusa intendiamo quindi rivolgerci con il presente documento in primo luogo all'Amministrazione che oggi guida il Comune di Meda, l'Ente che più di ogni altro rappresenta la nostra comunità, "ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo". Essendo tuttavia dovere di ogni comunità prendersi cura di sé stessa, il documento è destinato anche a quanti - enti pubblici e privati, aziende, singoli cittadini - possono offrire il proprio prezioso contributo.

Come certamente anche altri, l'Associazione Pro Loco "Pro Meda" ritiene che lo strumento principale, anche se non l'unico, per conoscere, valorizzare e tutelare il patrimonio culturale medese sia l'istituto museale, inteso nell'accezione che maggiormente viene riconosciuta a livello internazionale e secondo la definizione I.C.O.M., fatta propria in Italia dagli organismi nazionali e regionali che disciplinano e governano l'ambito dei Beni Culturali: «Un'istituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio della società e del suo sviluppo aperta al pubblico, che compie ricerche sulle testimonianze materiali e immateriali dell'uomo e del suo ambiente, le acquisisce, le conserva, le comunica e soprattutto le espone a fini di studio, di educazione e di diletto».

L'Associazione Pro Loco "Pro Meda" ritiene che sia necessaria e non più procrastinabile la nascita di una o più istituzioni museali che si prendano cura del nostro patrimonio culturale, strettamente connesse al territorio e per la loro natura necessariamente integrate e destinate a "fare sistema". Occorre pensare a un museo della comunità, un museo della città, come sempre più spesso se ne vedono creare dalla sensibilità di amministratori avveduti, così da acquisire, conservare e comunicare i beni materiali e immateriali che l'ingegno, il lavoro o la vita quotidiana hanno prodotto nei vari ambiti in cui si è manifestata l'esistenza di una comunità legata al territorio. Un siffatto museo gioverebbe alla memoria di quello che è stato e che sta (in fretta) già scomparendo, che è cosa di grande importanza per i medesi di oggi e ancor più di quelli di domani, nonché per chiunque possa esserne interessato fuori di Meda. Un patrimonio, che solo apparentemente può essere considerato minore - opere e oggetti d'arte, architetture religiose, civili e industriali di interesse storico, stampe e fotografie, beni demoetnoantropologici, parchi e giardini - va conservato e valorizzato.

Più ancora ci pare però necessario e urgente pensare a una istituzione museale nell'ambito che ancora oggi caratterizza la nostra città più di ogni altra cosa: storia, arte, lavoro, cultura, ricerca, il vivere quotidiano, ogni attività e abilità che riguarda il legno, il mobile e l'arredamento. Se le imprese medesi sono conosciute nel mondo la vetrina di quello che si è prodotto in questo campo non può non essere a Meda. La sua importanza andrebbe certamente ben oltre i confini locali o regionali.

E' soprattutto in questo campo che la tutela e la valorizzazione del grande patrimonio accumulato permetterà di sfruttarne le potenzialità in modo che esse possano essere messe al servizio del territorio. Solamente con una istituzione museale degna della tradizione e della produzione medese potrà svilupparsi altresì quell'altra "gamba" - come ci piace chiamarla - su cui, unitamente ai preziosi tesori d'arte del complesso di Villa Antona Traversi e della Chiesa di San Vittore, potrà poggiare un turismo medese che sia realisticamente tale, presentazione della nostra città al mondo.

E' noto che in Consiglio Comunale un'ampia maggioranza si è schierata, seppure senza definirne i principali lineamenti, per la creazione di un museo. Ciò è assai positivo perché mostra che il bisogno è sentito e la necessità di una siffatta istituzione culturale ampiamente condivisa. Tuttavia crediamo che occorra finalmente procedere (con celerità) alla definizione della sua forma e alla pianificazione del percorso che dovrà portare nei tempi più brevi possibili alla costruzione di quei requisiti minimi che sono richiesti oggigiorno dalla nostra legislazione perché una istituzione culturale possa chiamarsi museo.

L'Associazione Pro Loco "Pro Meda" ritiene che l'iniziativa per giungere all'istituzione che tutti vogliono non possa non essere assunta dall'Amministrazione Comunale, anche se vanno doverosamente coinvolte le realtà associative e produttive che operano nel campo del mobile e dell'arredamento. All'Amministrazione Comunale chiediamo di procedere con convinzione, ma anche con celerità e decisione, fino alla formale istituzione del museo e all'individuazione di coloro che dovranno occuparsi della gestione. All'Amministrazione Comunale chiediamo quindi di inserire l'istituzione del museo tra gli obiettivi prioritari dell'esercizio 2006, con conseguenti e sufficienti dotazioni finanziarie nei relativi Bilancio di previsione e Piano Esecutivo di Gestione.

L'Associazione Pro Loco "Pro Meda" ritiene altresì che durante il percorso istitutivo e all'avvio del funzionamento sia necessario, e per certi aspetti indispensabile, tenere in debito conto alcune importanti questioni, che qui riportiamo senza che il presente elenco abbia la pretesa di essere esaustivo:

Ritenuto doveroso sottolineare tali argomenti, che pure, come detto, non sono gli unici da affrontare in vista dell'istituzione del museo, ci preme tuttavia porre ancora maggiore enfasi sulla questione che fra le tante ci pare più urgente. L'istituzione del museo richiederà tempo, stante la complessità delle questioni da affrontare e del percorso da fare, ma lo scorrere di questo tempo rischia di accentuare la scomparsa di un patrimonio indispensabile per la stessa qualità del museo. Negli ultimi anni si è assistito infatti, per il solo fatto dell'adeguamento a nuove tecniche lavorative ma non solo per questo, a una accelerazione nella trasformazione di botteghe, attrezzature e arnesi e alla scomparsa o distruzione di quelli tradizionali. Una istituzione museale come quella che si ritiene di dover costituire non può permettersi il lusso di perdere grande parte della memoria "di come si era e di come si faceva". Ci sentiamo allora in dovere di lanciare a tutti un vero e proprio appello alla conservazione e saremmo ben lieti se al nostro appello si unisse l'Amministrazione Comunale.

A tutti i medesi la Pro Loco raccomanda di offrire la loro più preziosa collaborazione alla costruzione del museo sotto forma di conservazione degli ambienti, delle attrezzature, degli arnesi e di quanto può avere a che fare con la storia medese del mobile e dell'arredamento, almeno per il tempo necessario perché alla distruzione possa sostituirsi la conservazione da parte del neonato museo. All'Amministrazione Comunale la Pro Loco chiede invece di fare in modo che da subito i cittadini che di questi beni debbano necessariamente disfarsi possano trovare un luogo in cui depositarli, cedendoli nelle forme ritenute più opportune ma in funzione della loro destinazione museale. Si richiede un luogo che garantisca una collocazione fisica tale che la raccolta possa essere organizzata e i beni protetti da fenomeni di degrado dovuti all'inadeguatezza dell'ambiente, attivando almeno dei sistemi di sicurezza antincendio e antintrusione. All'Amministrazione Comunale la Pro Loco chiede soprattutto di tenere conto delle esigenze museali nei suoi programmi, in primo luogo nelle scelte di tipo urbanistico (ma non solo), così che le scelte concrete che essa farà possano essere fatte anche nella direzione della conservazione. Si tratterà di proteggere non certo qualunque ambiente ma almeno le testimonianze più importanti, e di reperire delle sedi significative per ospitare il museo, sedi che debbono essere all'altezza del prestigio che ci sono conquistate la storia e la produzione medese in questo campo."


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